Preparazione esame IVASS: i contratti di assicurazione contro i danni e gli obblighi dell’assicurato

La condotta dell’assicurato può incidere sulla risarcibilità del danno subito. Pertanto esistono regole volte ad escludere o limitare la risarcibilità dei danni al ricorrere di determinati comportamenti dell’assicurato.

Non sono indennizzabili i dannid erivanti dal dolo dell’assicurato, del contraente, dei familiari/conviventi. Parimenti in materia di assicurazione sui veicoli è escuso l’indennizzo anche nel caso di colpa grave dell’assicurato o dei soggetti a lui collegati che hanno determinato il sinistro (per es. i dipendenti)

Tradizionalmente, vengolo escluse dall’area del danno risarcibile le conseguenze patrimoniali negative indirette, quali il mancato profitto derivante dallo sfruttamento della cosa bruciata.

Tuttavia, di recente è invalsa la prassi per cui le polizze contemplano la risarcibilità di alcune forme di danno indiretto e delle spese di demolizione/sgombero delle cose colpite dall’incendio.

Di regola è escluso il risarcimento del danno causato a particolari categorie di beni, quali titoli di credito, monete, documenti registri, materiale video, dischi, fotografie, opere d’arte e gioielli.

Per quanto concerne il quadro degli obblighi delle parti, iniziamo col dire che in capo all’assicurato incombe l’obbligo di adoperarsi, nella misura di quanto gli sia possibile fare, per evitare o diminuire il danno, l’obbligo di denunciare il sinistro e di pagare il premio.

Spesso, in sede contrattuale viene esplicitato l’obbligo dell’assicurato di denunciare il sinistro per iscritto all’Autorità giudiziaria entro 5 giorni dal suo accadimento, precisandone le cause, la collocazione temporale ed una valutazione approssimativa dell’entità dei danni provocati (le cui risultanze vanno accuratamente elencate e documentate).

L’assicurato è tenuto a conservare le tracce del sinistro sino alla liquidazione del danno ed a mettere a disposizione dell’assicuratore i suoi registri, le sue fatture ed i suoi documenti utili per la stima del danno.

L’adempimento in buona fede degli obblighi appena menzionati da parte dell’assicurato riveste una importanza vitale per il mantenimento degli assetti che regolano gli interessi del rapporto assicurativo.

Assai frequentemente, infatti, le polizze prevedono che l’inadempimento degli obblighi sopra riportati comporti la decadenza dal diritto a ricevere l’indennizzo pattuito.

Normalmente le polizze prevedono espressamente la sanzione della decadenza del diritto di percezione dell’indennizzo  fronte di condotte fraudolente quali l’occultamento/danneggiamento di cose rimaste indenni al momento del sinistro, l’occultamento di cose inesistenti al momento del sinistr, l’alterazione delle tracce dello stesso oppure la contraffazione dei documenti comprovanti le circostanze dell’incidente.

Occorre sottolineare a questo proposito che l’onere di provare la condotta dolosa dell’assicurato, volta, per esempio, a mostrare una quantificazione esagerata del ldanno, incombe sull’assicuratore, e che questi può adempiere tale onere soltanto dimostrando l’inesistenza oggettiva dei pregiudizi lamentati, e non invece il semplice rilievo della mancata o parziale prova di essi da parte dell’assicurato.

Le violazioni del dovere di denuncia, salvataggio del bene, descrizione e collaborazione nella quantificazione dei danni, allo stesso tempo, costituisce chiara violazione degli obblighi di correttezza e di buona fede nell’adempimento delle obbligazioni contrattuali.

A questo proposito occorre sottolineare che non solo le violazioni dolose, bensì anche quelle colpose possono assumere rilevanza ai fini della percezione dell’indennizzo.

A fronte degli inadempimenti appena descritti, infatti, l’assicuratore può ben rifiutare di eseguire la sua prestazione, avvalendosi dell’eccezione di cui all’art. 1460 c.c., e pu altrettanto costituire in mora ex art. 1206 c.c. il soggetto assicurato che non compie gli inadempimenti necessari affinchè l’assicuratore possa eseguire la prestazione dovuta.

Ricordiamo infine che, secondo un orientamento dominante in dottrina, la condotta dell’assicurato che non ottemperi al dovere di buona fede e correttezza costituisce violazione idonea a giustificare la risoluzione del contratto.

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