Preparazione esame Ivass: Il contratto di assicurazione nel codice civile

Ai sensi dell’art. 1882 c.c., l’assicurazione può essere definita come il contratto di forza del quale una parte (detta assicuratore), a fronte del pagamento di una somma (detto premio), si obbliga nei confronti dell’altra (detto assicurato) a rivalerla, entro i limiti convenuti (detti massimali), del danno ad essa prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni), a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (assicurazione sulla vita), oppure a tenere indenne l’assicurato di quanto egli deve pagare a teri a titolo di risarcimento del danno.

La definizione di assicurazione contro i anni e di assicurazione sulla vita è formulata dall’art. 1882 c.c., mentre quella di assicurazione per la responsabilità civile è dettata dall’art. 1917 c.c.
Gli elementi assolutamente essenziali di qualsiasi contratto di assicurazione sono:

  • il premio;
  • un accadimento concreto;
  • l’obbligazione in capo all’assicuratore.

Caratteristiche essenziali al contratto di assicurazione sono:

  • l’onerosità, poiché in esso le parti accettano di sostenere un sacrificio patrimoniale per ottenere un diritto o un vantaggio;
  • la sinallagmaticità, atteso che al sacrificio patrimoniale di una delle parti fa da contraltare quello dell’altra:
  • l’aleatorietà, in quanto vantaggio economico atteso dalle parti risulta incerto in relazione al rischio al quale esse si espongono;
  • la strutturazione come contratto di durata, atteso che si caratterizza per il protrarsi del rischio in esso edotto;
  • la natura consensuale, perché esso si perfeziona con l’incontro tra le volontà delle parti, senza che si renda necessaria la consegna di una determinata cosa.

Come noto, la causa del contratto viene definita dalla giurisprudenza più tradizionale come la sua funzione economico-sociale, ossia la funzione obiettiva propria del contratto.

Secondo l’insegnamento più recente, invece, la causa del contratto viene individuata nella sua funzione economico-individuale, ossia nell’assetto concreto di interessi che le parti hanno inteso raggiungere con la stipulazione del singolo contratto. Premessi i brevi cenni di cui sopra sul fondamentale concetto di causa del contratto, si può affermare che per la dottrina tradizionale l’assicurazione ha la funzione di trasferire un’alea economica; tale rischio viene trasferito da un soggetto che, al verificarsi dell’evento dannoso, riporterebbe un danno molto rilevante, ad un soggetto professionale dotato di un’idonea strutturazione economica.
Quest’ultimo, infatti, a fronte del pagamento del premio, può spalmare su un numero molto ampio di contratti assicurativi stipulati, in rischio del verificarsi dell’evento assicurato.

Ad esempio, si pensi ad un’assicurazione contro i danni: il soggetto danneggiato, al verificarsi dell’evento dannoso, ben difficilmente potrebbe disporre delle risorse necessarie a far fronte alle conseguenze dello stesso.

Al contrario, l’assicuratore può, grazie alla propria struttura economica, sostenere il rischio del verificarsi dei correlati eventi dannosi. Questi ultimi, infatti, presentano un’incidenza statistica più o meno bassa, in modo tale che l’assicuratore possa coprire, con l’ammontare dei premi percepiti, gli indennizzi che statisticamente sarà chiamato a corrispondere in forza dei contratti di assicurazione stipulati, sostenendo altresì i costi della propria struttura imprenditoriale e ottenendo, infine, un ricavo. 

Accertata la fondamentale funzione del contatto di assicurazione, è agevole comprendere perché l’esercizio dell’attività di assicurazione nel nostro ordinamento è riservato a tipologie di soggetti rigidamente determinati: enti di diritto pubblico, società per azioni oppure mutue assicuratrici, che devono essere espressamente autorizzate dall’IVASS a fronte del possesso dei requisiti strutturali e patrimoniali previsti dagli art.11 e ss. CAP.

 

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